La Malaria è una malattia causata da protozoi parassiti del genere Plasmodium, trasmessi all’uomo attraverso la puntura di zanzare femmine infette del genere Anopheles.
Plasmodi, i protozoi responsabili della Malaria

La maggior parte delle infezioni malariche è causata da 4 tipi principali di plasmodio:
- Plasmodium falciparum, responsabile della forma più grave e mortale della malattia detta anche “febbre terzana maligna”, endemico in Africa sub Sahariana, Asia ed America Latina.
- P. vivax, causa della “febbre terzana benigna” e della malaria ricorrente, molto diffuso ma meno grave della specie falciparum
- P. ovale, suddiviso in due sottospecie: P. ovale curtisi e P. ovale wallikeri, agenti di forme di terzana benigna
- P. malarie, responsabile della febbre quartana e diffuso con bassa frequenza
- P. Knowlesi, di difficile diagnosi, simile a P.malarie e diffuso nel Sud-Est asiatico
Sintomi della malaria
Periodo di incubazione
Dopo la puntura di una zanzara Anopheles infetta, i sintomi non compaiono immediatamente. Trascorre infatti un periodo di tempo, chiamato periodo di incubazione, che nella maggior parte dei casi varia da 7 a 30 giorni. In genere, i tempi sono più brevi nelle infezioni da Plasmodium falciparum e più lunghi in quelle causate da Plasmodium malariae.
Un lungo intervallo tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi può rendere più difficile riconoscere tempestivamente la malattia, aumentando il rischio di diagnosi errate o tardive.
Malaria non complicata – sintomi

Solitamente, il paziente presenta inizialmente una combinazione dei seguenti sintomi (che possono essere lievi): febbre, brividi, mal di testa, nausea e vomito, dolori muscolari. Possono inoltre coesistere temperature elevate, sudore,debolezza, milza e fegato ingrossati, lieve colore giallastro della pelle.
Nei Paesi in cui la malaria è poco diffusa, i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli dell’influenza, del raffreddore o di altre infezioni comuni, soprattutto quando non vi è un sospetto clinico di malaria. Al contrario, nelle aree in cui la malattia è endemica, i residenti tendono spesso a riconoscere autonomamente i sintomi come malaria e ad avviare un trattamento senza una conferma diagnostica.

La diagnosi di malaria si basa sulla verifica della presenza di parassiti nel sangue.
Malaria grave – Sintomi
La malaria può evolvere in forme gravi quando l’infezione provoca seri problemi agli organi o alterazioni importanti del sangue e del metabolismo. Questo avviene più spesso quando la diagnosi e il trattamento non vengono effettuati in tempo.
I sintomi più gravi sono a carico del sistema circolatorio, respiratorio, renale e cerebrale con gravi alterazioni della coscienza.
Malaria – Recidive
In alcuni tipi di malaria, causati da P. vivax e P. ovale, la malattia potrebbe ripresentarsi anche molto tempo dopo la guarigione, a distanza di mesi o addirittura anni.
Questo accade perché il parassita può restare nascosto nel fegato in una forma “dormiente”. Anche se il soggetto sta bene e non ha sintomi, il parassita può riattivarsi, tornare nel sangue e provocare un nuovo episodio di malaria.
Con il peggioramento dell’infezione, la milza si ingrossa e l’anemia può aggravarsi. Può svilupparsi ittero (colorito giallastro della pelle)
Per questo motivo, è necessario adottare terapia specifica che aiuta a ridurre il rischio di ricadute e che deve essere somministrata dopo il trattamento del primo episodio di malattia
Malaria: evoluzione dei sintomi
Questi problemi possono durare a lungo o, talvolta, per tutta la vita e includono difficoltà nei movimenti, paralisi, problemi nel linguaggio, sordità, difficoltà di apprendimento e, in casi gravi, cecità.
Le infezioni ripetute da Plasmodium falciparum possono provocare una grave anemia, in particolare nei bambini piccoli dell’Africa tropicale, dove la malaria è frequente e spesso non trattata in modo adeguato.

La malaria in gravidanza, soprattutto quella causata da P. falciparum, può essere molto pericolosa per la madre e aumentare il rischio di parto prematuro o della nascita di un bambino sottopeso.
In rari casi, la malaria causata da Plasmodium vivax può portare alla rottura della milza, una complicanza grave.
Le infezioni croniche o ripetute da Plasmodium malariae possono invece causare la sindrome nefrosica, una malattia renale cronica e seria.
Esiste infine una condizione rara chiamata splenomegalia malarica iperreattiva (o sindrome della splenomegalia tropicale), dovuta a una risposta anomala del sistema immunitario a infezioni malariche ripetute.
Questa malattia provoca un forte ingrossamento della milza e del fegato, anemia, alterazioni del sistema immunitario e una maggiore predisposizione ad altre infezioni, come quelle della pelle o delle vie respiratorie.
Diagnosi della Malaria
Per diagnosticare la malaria, basta un esame del sangue. Questo test permette di verificare la presenza dei parassiti del Plasmodium e di identificarne il tipo. In base al risultato, il medico sceglierà il trattamento più appropriato.
È molto importante informare il medico se si è viaggiato all’estero nell’ultimo anno, soprattutto in aree a rischio, così da permettere una diagnosi corretta e tempestiva della malaria.
Come si cura la malaria?

La malaria viene curata con farmaci antimalarici, che hanno lo scopo di eliminare il parassita Plasmodium responsabile dell’infezione. Il tipo di farmaco prescritto dal medico può variare in base a diversi fattori, tra cui:
- Il luogo in cui è avvenuta l’infezione, poiché in alcune aree del mondo sono presenti forme di malaria resistenti a certi farmaci
- Il tipo di Plasmodium che causa la malattia
- La gravità dei sintomi
- La gravidanza o l’allattamento
- L’età del paziente
I farmaci sono in grado di curare la malaria, ma è fondamentale iniziare il trattamento il prima possibile per evitare complicazioni gravi.
Farmaci antimalarici
I farmaci antimalarici agiscono uccidendo i parassiti del Plasmodium. Possono essere somministrati per bocca (per via orale) oppure direttamente in vena (per via endovenosa), a seconda della gravità della malattia e delle condizioni del paziente.
Dopo aver iniziato la terapia antimalarica, la maggior parte dei pazienti migliora in 24-48 ore, ma in caso di malaria dovuta a Plasmodium falciparum la febbre può perdurare per 5 giorni.